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Indice Orientamenti

 

Anno IV - 2001 - n° 1-2

Sommario:
 

Oltre le elezioni * Nicola Cospito

La diagnosi e la cura * Alessio Borraccino

Invito alla riflessione * Alessio Borraccino

Documento politico * Alessio Borraccino

Cosa fare, come fare * Pino de Rosa

Omero rinasce in Norvegia: invito alla lettura di K. Hamsun * Paolo Mathlouthi

Dalle antiche le nuove idee per la dignità ed il lavoro dell'uomo * Alberto Spera

Dal popolo di Seattle al popolo di Cernobbio * Gianluca Del Marco

Per l'identità: il crocevia di tutte le battaglie * Roberto Pecchioli

Omaggio a Jacques Isorni, l'avvocato di R. Brasillach e ... * Marialina Veca

Razzismo, ma che significa? * Enzo Schiuma

Le origini del pensiero Occidentale * Umberto Bianchi

Primavera 1945: la vendetta * Giorgio Babbi

L'evoluzione storica del concetto di spazio e di tempo * Giuseppe Indiano

Recensioni


 

L'EDITORIALE

Oltre le elezioni

Nicola Cospito

 

Chi ha seguitò i nostri interventi su queste colonne sa bene che noi riteniamo ininfluente e quindi inutile la partecipazione di gruppi della nostra area alla prossima competizione elettorale. Inutile non già in ossequio ad una scelta extraparlamentare che comunque rivelerebbe da sé, come già è stato per il passato, la sua sterilità, quanto perché, data la frammentazione e la polverizzazione in cui il nostro mondo è stato ridotto, anche a fronte dello snaturamento personalistico di quello che avrebbe dovuto essere il Partito di tutti i militanti, sorto all'indomani della scellerata svolta di Fiuggi, la partecipazione alle elezioni di gruppi poco consistenti e male organizzati, non pronti ad imporsi adeguatamente ed efficacemente all'attenzione della opinione pubblica, qualora dovesse verificarsi, darà per l'esiguità dei risultati che si raccoglieranno, una ulteriore immagine di debolezza e disfacimento, sia all'interno che all'esterno dell'area nazionalpopolare, provocando sconforto e frustrazione e determinando, come sempre avviene in questi casi, episodi di abbandono e di ritiro dalla lotta politica.

E questo in un momento in cui invece, proprio per la crisi e il travaglio di cui sopra, quello di cui abbiamo tutti urgentemente bisogno è il ricompattamento e la riorganizzazione delle energie disponibili, al fine di programmare gli obiettivi che è necessario raggiungere a medio e a lungo termine, per restituire alle nostre tesi politiche, alla nostra concezione stessa della politica, la dignità e il riconoscimento che meritano. Per fare questo si impone un momento di pacata e serena riflessione, mettendo da parte disegni frettolosi e velleitari che non portano, come già abbondantemente dimostrato, da nessuna parte. Probabilmente, come pure si paventa, l'unità dell'area è una chimera irraggiungibile e, del resto, c'è effettivamente, chi ha deciso di marciare da solo per la propria strada.

È però altrettanto vero che la grossa fetta del nostro mondo, quello che si manifesta con una non trascurabile vivacità in una miriade di iniziative grandi e piccole, fatte di testate, periodici, case editrici, cooperative, convegni culturali, centri librari, circoli, istituti storici, associazioni combattentistiche ecc. è rimasto senza referenti politici e aspira a poter finalmente riconoscersi in un'organizzazione seria, credibile, dotata di organismi e istituzioni ariose e trasparenti, capaci di garantire l'impegno dei militanti e di escludere i soliti furbi che già in passato hanno pensato di utilizzarci per i propri tornaconti personali.

Con queste elezioni politiche -e anche questo va detto- tutti i nodi verranno finalmente al pettine e si vedrà chi ha barato sfruttando la generosità dei militanti in buona fede. Si vedrà chi ha tramato con il Polo, magari dopo aver sostenuto per anni di non essere né di destra né di sinistra e di rappresentare l'alternativa al sistema. Con queste elezioni molti equivoci cadranno e finalmente qualcuno uscirà di scena sgombrando il campo che ha occupato indegnamente. Per noi la situazione apparirà chiara su tutta la linea e sarà più facile distinguere il loglio dal grano. Perché fin da ora deve essere chiaro che nelle nostre fila non potrà esserci posto per gli scimmiottatori della politica politicante, per chi risulterà compromesso da scelte sbagliate, fatte soltanto per il proprio tornaconto personale. Non si può pensare di creare un Movimento nazionalpopolare con gente che non vede la politica come servizio e milizia ma solo come tentativo del raggiungimento di una qualche sistemazione personale.

Detto questo, per vedere quale potrebbe essere un nostro possibile futuro, non si può prescindere da un'analisi della situazione politica attuale. A tale riguardo va osservato come prima cosa che, come già diagnosticato, il sistema politico maggioritario continua a produrre danni in quantità. Grande è la confusione che regna sulla scena politica. I partiti si moltiplicano a vista d'occhio e quasi ogni giorno ne nascono di nuovi. Tra gli ultimi citiamo Democrazia Europea di Sergio D'Antoni e Giulio Andreotti, la Lega Lazio Libertà, il Movimento Con Haider in Europa. Il fenomeno del resto non accenna a diminuire e la sua crescita è direttamente proporzionale allo strapotere dei segretari di partito che scelgono i candidati dei collegi uninominali e delle liste in generale. In questo frangente, considerata la barriera del 4 % prevista dalla legge elettorale, ben poche saranno le liste che la supereranno e un forte vento di crisi investirà formazioni come il PPI, il CCD, il CDU, i Comunisti Italiani, la Lista Pannella, la stessa Rifondazione Comunista. Queste formazioni porteranno in Parlamento solo i deputati concessi loro dai loro potenti quanto arroganti alleati e verranno ridotti al rango di portatori d'acqua, giocando fatalmente un ruolo assolutamente marginale.

Cosa che non rimarrà senza conseguenze soprattutto in chi, per giunta, dovrà restare all'opposizione e non verrà gratificato con alcun posto di potere. Sarà allora che potrebbe ripartire il discorso sulle riforme istituzionali e sulla possibilità di ritoccare la soglia di sbarramento o addirittura di ritornare al sistema proporzionale. Ricordiamo a tale proposito che non solo i partiti su citati sono fautori del proporzionale, eccezion fatta per Pannella e il suo partito amerikano, ma lo stesso Berlusconi, che in tal senso si è già più volte espresso in passato.

Ma quali i possibili scenari che verranno a crearsi dopo il 13 maggio? Se dovesse vincere il Polo, come i sondaggi lasciano presagire, Berlusconi dovrà mantenere tutte le belle promesse fatte sui costosissimi manifesti con i quali ha riempito il Paese; nello stesso tempo ricominceranno i contrasti con la Lega che, sia pure ridimensionata rispetto al passato, presenterà il conto dell'appoggio fornito nel Nord Italia; il centrosinistra, battuto, scatenerà la piazza e rimetterà in moto le battaglie e le rivendicazioni sindacali fino ad oggi accantonate. Non saranno giorni facili e per un Berlusconi oltretutto non perfettamente al meglio della salute, la vita sarà abbastanza pesante.

Se invece dovesse vincere il centro-sinistra, Berlusconi, giunto ormai al capolinea del suo impegno, abbandonerà la politica e per il Polo inizierà una inesorabile disgregazione. In ogni caso, sia che vincano gli uni, sia che vincano gli altri, i problemi del Paese continueranno ad aggravarsi e difficilmente ne verrà risolto qualcuno. Andrà sempre peggio la scuola, sfasciata da tutti, prima da D'Onofrio (Polo) con l'abolizione degli esami di riparazione, poi da Berlinguer e De Mauro (Ulivo) con le loro scellerate riforme dei programmi, della maturità, dei cicli scolastici; aumenterà la disoccupazione giovanile; aumenterà lo sfruttamento dei lavoratori sempre meno tutelati nei diritti e sempre più in balia del padronato; verranno tagliate ulteriormente le pensioni; la Sanità continuerà la sua corsa verso il baratro; i valori morali saranno sempre più calpestati ecc. ecc.

Per questa ragione alla nostra area si impone, come dicevamo, un momento di attenta e pacata riflessione, una pausa non dalla lotta politica che anzi, deve ritornare con noi nelle piazze dalle quali siamo da troppo tempo assenti, ma che serva a riorganizzare e a riallineare le forze per meglio operare nel futuro immediatamente prossimo.

Pensiamo. Dopo Fiuggi, nel 1995, non c'è stato un anno senza elezioni. Dopo la proditoria svolta di Fini, correndo da un'elezione all'altra, non abbiamo effettivamente avuto il tempo di dedicarci con cura, dedizione e meticolosità alla costruzione dello strumento di cui avevamo bisogno, il Movimento antagonista e alternativo al sistema. Ora, sia quello che deve essere, dopo il 13 maggio, per almeno tre anni nelle grandi città italiane e, più in generale nel Paese, di elezioni non ce ne saranno. Ecco dunque per noi l'occasione per riunirci e confrontarci. Per fare finalmente quanto qualcuno o per malafede o per incapacità, non ha voluto fare.

Chi vede la politica soltanto come fatto elettorale, finalmente si metterà da parte. Ecco dunque la grande occasione per noi tutti per prepararci e organizzarci. Lo spazio politico per la nostra formazione che deve nascere già c'è e attende solo di essere occupato. Sta a noi non sciupare per ottusità o miopia l'opportunità che ci si offre. Solo così dimostreremo di essere all'altezza della storia. Prepariamoci dunque a rimboccarci le maniche.

Nicola Cospito