Le "pere cotte" o meglio le "bugie" della Gelmini
Che la Gelmini appartenga ad un governo di parvenus,
incompetenti e improvvisatori, dediti più ai facili annunci
che ad un lavoro serio e fattivo, lo sapevamo già, ma la
Maristella, ansiosa di non lasciarci dubbi, ce ne ha voluto
dare un'altra prova, questa volta ancora più ampia delle
precedenti, quando già aveva mostrato di non conoscere la
scuola, i suoi programmi e i suoi regolamenti. Per
rendersene conto basta scorrere i punti della sua tanto
strombazzata riforma che, nata unicamente per applicare
ulteriori tagli alla scuola pubblica, cerca di mascherarli
sollevando polveroni o annunciando miracolose innovazioni
che altro non sono che patetici bluff ai danni delle
famiglie, degli studenti, dell'istruzione in generale.
Con l'approvazione della riforma delle scuole medie
superiori, si è parlato, oltre le solite affermazioni
generali che per l'appunto sono solo generiche, di un
potenziamento dell'insegnamento delle lingue straniere.
Niente di più falso. Nei sei licei previsti dalla riforma
resta obbligatoria una sola lingua straniera che non potrà
che essere l'inglese. Difficilmente le scuole si
orienteranno verso altre lingue. Tranne che per i licei
linguistici e il liceo delle scienze umane, in nessun altro
liceo è prevista la seconda lingua straniera. Nel liceo
scientifico dove, complessivamente le ore di inglese sono
attualmente 17, con la riforma diventeranno 15; inoltre
tranne che nel liceo linguistico, scompare negli altri
istituti la figura dell'insegnante madrelingua che pure era
garanzia di un insegnamento non mediato ed autentico sia per
la pronuncia che per i modi di dire idiomatici. Ma la
Gelmini risparmia anche nei linguistici dove non è previsto
l'insegnamento in compresenza, vale a dire o c'è il titolare
o c'è il madrelingua.. Per quanto riguarda gli istituti
tecnici, la riforma Gelmini, parla di inserimento nel piano
dell'offerta formativa di attività e insegnamenti
facoltativi di ulteriori lingue straniere nei limiti del
contingente di organico loro assegnato ovvero con l'utilizzo
di risorse comunque disponibili. Scusate ma con quali
risorse, visto che l'obiettivo della riforma sono proprio i
tagli delle risorse? In una scuola in cui mancano i soldi
addirittura per le fotocopie!
Ma per tornare ai licei linguistici si legge nel testo:
Liceo linguistico
Il liceo linguistico prevedrà, sin dal primo anno,
l'insegnamento di 3 lingue straniere. Dalla terzo anno un
insegnamento non linguistico sarà impartito in lingua
straniera e dal quarto un secondo insegnamento sarà
impartito in lingua straniera.
A parte lo svarione della prima riga dovuto a distrazione ma
che nel testo di una legge importante avrebbe dovuto essere
corretto, mi chiedo e vi chiedo:
Chi sceglierà la materia che verrà impartita in lingua
straniera e, soprattutto chi la insegnerà? Dove sono i
docenti abilitati e pronti, vale a dire così padroni della
lingua da insegnare magari la matematica o la fisica oppure
la filosofia in francese, o in tedesco, in inglese o in
spagnolo? Gli insegnanti, oltre a non essere tenuti, non
sono stati nemmeno preparati a questo. E tenete conto che la
riforma parte da settembre... Ed ancora chi metterà
d'accordo gli studenti nella scelta della lingua in cui
"imparare" le fatidiche materie al III e al IV anno?
La Gelmini, che dice di voler rispondere alle richieste del
mondo del lavoro, non si è nemmeno documentata presso le
Camere di Commercio dove avrebbe constatato che, dopo
l'inglese, la lingua più richiesta è il tedesco, lingua che
nel nostro paese, data la scelta affidata alle famiglie, è
accantonata perchè ritenuta "troppo difficile". Bene avrebbe
fatto la Maristella a ripartire l'insegnamento delle lingue,
fatto salvo l'inglese, in maniera paritetica nel piano
dell'offerta formativa dei licei linguistici, ma è chiederle
troppo ...
Del resto in una scuola in cui i lettori madrelingua, come
detto, diventano sempre più rari, in cui i docenti insegnano
la lingua senza l'ombra di un laboratorio con cuffie, ma si
devono portare da casa i lettori cd perchè quelli di scuola
non funzionano, cosa pretendete? Solo fumo, chiacchiere e
tanto, tanto bluff. Tutto questo poi, come rilevato da un
importante osservatorio della scuola, Lend, lingua e nuova
didattica "accade nel nostro Paese in aperta violazione con
quanto previsto dall'Europa. La risoluzione del Parlamento
Europeo del 24 marzo 2009 -solo per citare uno dei documenti
più recenti- dal titolo "Il multilinguismo: una risorsa per
l'Europa e un impegno comune" raccomanda, tra le altre cose,
«agli Stati membri di includere nei programmi scolastici lo
studio facoltativo di una terza lingua straniera a partire
dal livello della scuola secondaria". Nella scuola italiana
scompare la seconda lingua straniera. Nella scuola italiana
non si rispetta il diritto al plurilinguismo».
Del resto, lo scopo della Riforma Gelmini non è quello di
offrire ai giovani nuove opportunità, ma al contrario, di
operare tagli indiscriminati di risorse da destinare alle
clientele del governo o, peggio, alle missioni di guerra al
servizio della politica USA/ISRAEL. Con questi provvedimenti
continua insomma lo sfascio della scuola pubblica che
subisce un ulteriore svilimento a danno dei giovani del
nostro paese e della loro istruzione.
Nicola Cospito

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Nicola Cospito
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